L’arte di riportare una tavola di legno antico, recuperata da una vecchia struttura, allo splendore originario passa attraverso molteplici fasi di intervento.
Il punto di partenza è costituito da una tavola che mostra i segni tipici del tempo: sporca, impolverata, scolorita, danneggiata da fattori atmosferici, deturpata da buchi e tarli.
Un lungo ed accurato lavoro artigianale porta il legno antico a recuperare le sue irripetibili caratteristiche, ad esaltarne le venature e le sfumature di colore, che gli conferiscono tutto il fascino e il calore del legno vissuto.

La prima fase di intervento sul legno di recupero è la schiodatura, indispensabile in quanto il legno ricavato dalla demolizione di una costruzione contiene quasi sempre chiodi e altri fissaggi.

La schiodatura è eseguita a mano da personale specializzato, per evitare di danneggiare il materiale e, soprattutto, per prepararlo ad una lavorazione senza problemi (le lame delle seghe non devono incontrare ostacoli metallici).
La schiodatura di tavole e travi in legno antico è preceduta da un lavaggio ad alta pressione, che serve sia per rimuovere lo sporco che per trovare i chiodi.

Per l’individuazione dei chiodi il più delle volte si deve ricorrere all’uso di un metal detector.
Una volta individuati, i chiodi vengono segnalati con un gessetto; successivamente, per liberare la strada ed effettuare la rimozione, si cerchia il chiodo con una serie di piccoli fori (di solito il chiodo è appena sotto la superficie del legno). Spesso è presente un alone di ruggine, per cui è necessario “fare uno spazio” attorno al chiodo per riuscire a toglierlo.

Un’ulteriore difficoltà riguarda l’eliminazione dei chiodi quadrati, in quanto la loro punta, quando sono inseriti, si trasforma in “uncino”. Eliminarli, operazione naturalmente fatta a mano, rappresenta uno dei problemi più grossi, non solo perché l’eliminazione è complicata, ma anche ma anche per il “buco” che rimane nel legno e che deve essere poi stuccato.